Si muove lo scacchiere internazionale per un nuovo colonialismo ai danni del Libano

Il pericolo di egemonia Franco-Finanziaria sul Paese mediterraneo.

Da Beirut, Atim Lakimar per Nuova Democrazia Cristiana.

Da Dubai, Paltrinieri R Flavio per Nuova Democrazia Cristiana

Mentre Di Maio si occupa di tutto fuorchè di Politica Estera e questo governo ridicolo lascia l'Italia a secco di autorevolezza diplomatica, si muovono le forze organizzate, Macron e FMI in testa per esercitare un controllo neo coloniale sul Libano. Il parallelismo fra ciò che si vorrebbe far succedere in Libano e ciò che è accaduto in Grecia, strangolata dal Fondo Monetario Internazionale, preoccupa noi Cristiano Democratici, ma sembra non interessare a nessuno dei nostri attuali governanti.

Il Libano è da sempre una pedina importantissima dello scacchiere Mediterraneo ed una egemonia transnazionale basata su un patto fra l'FMI e Francia, soffocherebbe la posizione Libanese nell'imprescindibile negoziato per la formazione di un vero patto Mediterraneo, che noi come Democratici Cristiani metteremo al centro del programma di Politica Estera. La Francia ben conosce queste implicazioni e giocando in anticipo, si muove per la nomina di un nuovo Primo Ministro. Infatti Mustapha Adib è il designato come primo ministro libanese.

Attuale ambasciatore in Germania sarà designato come prossimo primo ministro del Libano colpito da una formidabile crisi che impatta certamente sul processo di nomina di lunedì.
Un influente gruppo di ex primi ministri libanesi ha scelto il diplomatico poco conosciuto Mustapha Adib a capo del prossimo governo del paese, assicurando la sua nomina lunedì p.v.
Fouad Siniora, parlando a nome del gruppo che si è riunito domenica scorsa, ha detto che Adib dovrebbe formare rapidamente un governo in grado di attuare riforme attese da tempo e di supervisionare la ricostruzione di Beirut a seguito di una massiccia esplosione che ha ucciso almeno 190 persone e danneggiato gran parte della capitale  questo mese.
Il gruppo di quattro ex primi ministri che sostiene la nomina, rappresenta il maggior numero di parlamentari musulmani sunniti nel parlamento libanese, compreso il blocco di Movimento Futuro dell'ex primo ministro Saad Hariri. Il loro sostegno è visto come essenziale per il successo del primo ministro in quanto a causa del patto settario di condivisione del potere in Libano, deve essere sempre sunnita.

Mustapha Adib


L'ex primo ministro Hassan Diab ha avuto il sostegno di solo una manciata dei 27 parlamentari sunniti del parlamento oltre al poco sostegno popolare. Il suo governo che si è dimesso solo dopo sei mesi sulla scia dell'esplosione del 4 agosto, ed è ampiamente stato percepito come incapace di fare progressi nelle riforme economiche e politiche vitali richieste con forza dalle massicce proteste che hanno portato alle dimissioni del suo predecessore Hariri l'anno scorso, dalla carica di primo ministro.Lunedì mattina, il presidente Michel Aoun terrà consultazioni vincolanti con i parlamentari per seguire le mozioni formali di scelta del prossimo primo ministro, che dovrà poi formare un governo - un processo che in passato ha richiesto molti mesi ma che stavolta parrebbe guidato direttamente dalla Francia e dal FMI, sotto la minaccia di azzeramento degli aiuti.Le consultazioni inizieranno con tre dei quattro ex primi ministri e il blocco del Movimento futuro di Hariri, che nomineranno tutti Adib che lascerà la carica di Ambasciatore in Germania. La maggior parte degli altri grandi blocchi, tra cui Hezbollah, il Movimento Amal e il Movimento Patriottico Libero, hanno indicato che seguiranno l'esempio, dando facilmente ad Adib la quota maggiore di voti.

La designazione di Adib arriverà alla vigilia del secondo viaggio del Presidente Francese Emmanuel Macron in Libano in meno di un mese, una visita impostata per concentrarsi sulla necessità di riforme per sbloccare il sostegno straniero, ma che come analisti non possiamo evitare di descrivere come un viaggio di leadership, per porre la Francia a capo del controllo del Libano.La nomina infatti viene descritta come "Un regalo per Macron", su Twitter dall'analista libanese Karim Makdisi.A Beirut, pochi giorni dopo la devastante esplosione, Macron aveva proposto e quasi imposto ai leader libanesi di raggiungere una nuova geometria politica ed aveva avvertito che il fallimento del cambiamento avrebbe portato a profondi disordini.Il Libano sta annegando nella peggiore crisi economica e finanziaria degli ultimi decenni, che ha spinto più della metà della popolazione sotto la soglia di povertà e ha lasciato che la Lira Libanese valesse solo il 20% circa di quello che era l'estate scorsa.La crisi è alimentata da decenni di corruzione dilagante e cattiva gestione da parte degli stessi leader politici che dovrebbero nominare il prossimo primo ministro.Se scelto, il governo di Adib dovrà, per ordine di Macron, riprendere i negoziati in fase di stallo con il Fondo monetario internazionale per un programma di circa $ 10 miliardi. I donatori internazionali (Francia, FMI in testa e grandi fondi d'investimento) imporranno le riforme ai settori dell'elettricità e finanziario che sono stati precedentemente bloccati da disaccordi tra I leader settari del Libano. Ci sono svariati Miliardi di Dollari per imprese Francesi e l'apertura del baratro del ricatto sul Debito Pubblico in ballo. Soliti metodi ma stavolta pericolosamente applicati ad uno stato chiave anche in processi di pace.

Per la delicatezza di questi argomenti infatti Diab non era riuscito a fare progressi in questo processo a causa di disaccordi ad alto livello. E sebbene il prossimo governo sarà sottoposto a forti pressioni internazionali per far passare le riforme, pochi in Libano sono inclini a credere che il governo di Adib sarà molto diverso - e alcuni sono stati rapidi nel fare parallelismi tra lui e Diab. Questo apre uno spazio diplomatico all'Italia nella viva convinzione che lo si farà con Governanti più capaci e con nuovo slancio nel corpo diplomatico.
Fortunatamente il dissenso è presente in Libano.
"Mustapha Adib sembra un altro Hassan Diab", ha scritto su Twitter l'analista libanese Ramez Dagher.

Come Diab, Adib è un accademico e non è molto conosciuto dal pubblico.
Adib ha un dottorato in giurisprudenza e scienze politiche e insegna presso l'Università libanese finanziata dallo stato dal 2010. È un figlio del sistema.
Entrambi hanno legami con l'ex primo ministro Najib Mikati infatti Adib lo serve come consigliere dal 2000, mentre Diab è stato ministro dell'istruzione nel suo gabinetto.
Anche il nome di quattro lettere di Adib è un acronimo di Diab e questo in un primo momento è stato un divertente gioco di parole ma poi è diventato già un grido dissenziente nell'opinione pubblica. "ABID uguale DIAB" urlerà la folla molto presto.
"Questo è un altro tentativo di abbellire il sistema con un nuovo volto che pochissime persone conoscono e proiettano l'immagine che qualcosa sta per cambiare", ha detto ad Al Jazeera Sami Atallah, il direttore del Centro libanese per gli studi politici che aspetta da decenni l'apertura di seri negoziati Internazionali non coloniali o egemonici per il Mediterraneo..Solo la Democrazia Cristiana ha sviluppato questa visionaria sensibilità, mentre la Farnesina ignora il problema e soprattutto le opportunità."Dubito che succederà qualcosa, perché vedremo come si formerà questo governo con rappresentanti di diversi partiti politici, proprio come Diab", ha aggiunto Sami Atallah, notando che una netta differenza ed un pericolo politico è che Adib sarà nominato da un gran numero di parlamentari sunniti che gli daranno un sostegno più ampio. Leader che hanno sempre litigato in modo anche cruento che oggi in un attimo hanno trovato concordia di intenti? No semplicemente FMI e Macron stanno esercitando un pericolosissimo ed efficiente ricatto sul Paese che le forze Politiche locali, senza aiuto non riusciranno ad arginare.

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