NUOVA DEMOCRAZIA CRISTIANA - verso un nuova azione ambientale

LA NOSTRA VISIONE PROGRAMMATICA DELLE POLITICHE AMBIENTALI

Paltrinieri RF

Nella mia veste di Coordinatore del Think Tank della Nuova Democrazia Cristina e come pellegrino nel cammino dell'unità di tutti i Democratici Cristiani sono chiamato a dare il mio punto di vista sull'ambiente che deve essere al centri di un'azione di Governo che speriamo sia nelle nostre naturali mani, presto.

Siamo ad un punto quasi di non ritorno e per questo motivo gli interventi devono essere concreti. Di patti, i nostri politici ne hanno fatti tanti, su ogni argomento e tutti sono stati puntualmente disattesi. Partiamo quindi con il dire che l'ambiente è in Italia una tavola bianca in attesa di ospitare un dipinto convincente e un piano fattibile.

Il piano che noi suggeriamo si divide in tre fasi concrete e liquide:

Fase 1

la Fase di Conoscenza nel corso della quale scopriremo la vastità della parola ambiente e le enormi implicazioni sinergiche con gli altri settori della vita. La parola è talmente grande che possiamo dire che ambiente è qualsiasi cosa.

Siamo partiti concentrandoci sulle forme di inquinamento, cercando con coscienza di fare una classifica al fine di ottenere una logica scaletta sull'urgenza di risolvere un problema prima dell'altro.

Abbiamo, poi, cercato di mettere in relazione le forme di inquinamento con le soluzioni, scoprendo che si tratta di una catena virtuosa, chiara ma debole, perché il primo anello che cede travolge l'intera catena e tutto il macro problema ambientale si aggrava.

Nel rispetto del political correct, il patto ambientale risulta un concetto superato, serve un piano esecutivo ambientale che non contiene soluzioni morbide. Dobbiamo tagliare, sforbiciare con decisione perché il tempo, per mitigare interessi di migliaia di parti che non vogliono vedere il macro problema ambientale, è finito.

Quali sono quindi le componenti di inquinamento che si collocano al vertice della classifica e necessitano di una risoluzione immediata?

Ipotizzando modelli nuovi, sia statistici che umanistici, confrontandone i vari svolgimenti siamo sempre arrivati alla sorprendente, ma nemmeno tanto, conclusione che la prima e più importante forma di inquinamento è l'inquinamento delle idee.

Infatti le idee, tradotte poi in sviluppo scientifico e tecnologie, esistono ed anzi sono ormai capaci di affrontare ogni problematica. Sappiamo quali sono i comportamenti virtuosi da adottare per migliorare velocemente ed decisamente la qualità ambientale, sappiamo come correggere processi fisici in corso, sappiamo come rivoluzionare questo pianeta in modo convincente. Ma ogni idea che viene messa sul campo che arriva ad essere in procinto di divenire una soluzione è inquinata da pareri non disinteressati, affatto imparziali, che difendono interessi di quartiere.

Per interessi di quartiere intendo anche interessi lobbistici planetari ma che, nei confronti del problema ambientale, prendono i connotati della piccolezza.

Il mondo sta morendo: inutile tentare una soluzione a macchia di leopardo o permettere condotte sbagliate o inerziali per interessi economici. Il problema ambientale va risolto per via sovra nazionale. Dobbiamo decidere se gli interessi Politici, Economici e Geo politici siano interessanti nei confronti di un pianeta morente.

Come risolvere il problema dell'inquinamento delle Idee? Ci sono due metodi, che devono essere posti in campo. Uno Stato, l'Italia per esempio, può proporre modelli virtuosi, fino ad ora ha fatto l'esatto contrario, e cercare di diventare un modello per gli stati limitrofi, imponendo regole ai commerci, ai rapporti di confinanza che obblighino gli stati limitrofi a porre il problema al centro della questione. Dimostrare insomma che con un ambiente migliore, con modelli virtuosi (che dopo per quanto ci riguarda vi illustreremo) si vive meglio. Il meccanismo agonistico che imponga una gara alla ricerca del benessere. E' un opera colossale che però è inderogabile nei modi e soprattutto nei tempi, e non è una questione che provoca costrizioni delle libertà che oggi riteniamo assolute.

L'ambiente necessita del medesimo rispetto, ed anzi superiore rispetto dell'individuo. Il modello umanistico cambia, l'individuo non domina l'ambiente ma ne è parte con uguale dignità di ogni altro elemento. 

Il secondo metodo che dobbiamo accettare di porre in campo è decisamente sovra nazionale. Dobbiamo smettere subito di vendere concetti vuoti, come è purtroppo diventato il protocollo di Kyoto che è una cozzaglia di compromessi fra 180 paesi, che hanno tutti, con una colpa gravissima, ritenuto di lavarsi le mani firmando un pezzo di carta. Illuminata, secondo noi, la scelta di Trump di metterlo in completa discussione. Non è un punto di partenza è una cosa inutile. 

Dobbiamo rilanciare, in chiave ambientale, ogni azione di questa organizzazione e con poteri rinnovati e ficcanti. Per farlo ogni Stato dovrà essere messo in condizione di dover pagare una parte rilevante del proprio PIL in favore dell'ambiente. Gli stati ricchi dovranno pagare di più e se non lo fanno dovranno essere isolati nei commerci. L'esempio devastante della Cina che da sola rappresenta quasi la metà dell'inquinamento atmosferico da gas serra, che brucia il 50% delle risorse mondiali di carbone è fin troppo evidente. La Cina è ricca, si arricchisce a spese di tutti e deve pagare diversi punti di PIL per il problema ambientale. Adottare politiche ambientali più serie ed immediate, evitando di firmare patti vuoti e carte che vengono poi bellamente tradite. Lo stesso vale per i Paesi non virtuosi e per quelli virtuosi: per tutti. E' una questione di soldi, con tanti soldi si può riparare il pianeta e far scomparire l'inquinamento delle idee. Imporre un modello virtuoso per dimostrare che è meglio di quello odierno. Come l'educazione infantile di un Padre ed una Madre sul figlio.

Il meccanismo è facile ed è già dimostrato. Un pianeta con un ambiente migliore, con una inversione di tendenza piace a tutti. Durante il Covid19 l'atmosfera sulla Cina si è pulita, il mare si è pulito, i fiumi ripopolati. Nessun cinese intervistato ha detto che preferisce ciò che c'era prima. La sensibilità sul problema c'è in ogni individuo del pianeta ma l'instupidimento indotto nel popolo mondiale da politici incapaci e ciechi ci ha restituito un dovere nuovo. L'individuo non è più in grado di immaginare un mondo migliore, non ci crede più. Le idee sono inquinate e quindi in un modo o nell'altro bisogna dimostrargli che la strada della redenzione ambientale è meglio. Il COVID19, come un messia inviato da forze divine. ha dimostrato cosa deve fare l'uomo. Imporre una vita migliore! La parola imposizione è contraria ad ogni nostro ideale ma il pragmatismo storico ce la impone!

L'ONU può e DEVE diventare l'organizzazione che gestirà questa transizione virtuosa, con poteri di embargo. Gli Stati che non lo fanno dovranno essere isolati economicamente e politicamente. Nemmeno la potentissima Cina esisterà senza mercato e potrà avere mercato solo se riconvertirà il modello ambientale.

Voglio essere chiaro, non ci saranno mai venti di guerra significativi su questioni economiche, perché i soldi ora sono diventati un Dio che attraversa indenne gli interessi nazionali. Ci saranno, invece, venti di guerra per la questione ambientale. Le terra così consumata sta diventando piccola e con il restringimento degli spazi inizieranno le colonizzazioni di altri spazi. La terra ha la possibilità di ospitare senza alcun problema il doppio degli attuali abitanti, pochi giorni fa, la notizia che un team congiunto di scienziati della Columbia University e della Woods Hole Oceanographic Institution ha scoperto un enorme lago sotterraneo al di sotto dell'Oceano Atlantico. Il bacino d'acqua che gli esperti sostengono esser quasi dolce, si estende tra il Massachusetts ed il New Jersey. I ricercatori Chloe Gustafson e Kerry Key del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University e Rob L. Evans del dipartimento di Geologia e Geofisica del Wood Hole Oceanographic Institution hanno stimato la salinità al 15 per cento, circa la metà rispetto a quella del mare, ma comunque troppo alta per considerare la riserva utilizzabile così come è ma con ampi margini di potenziale desalinizzazione a costi bassi.. Il Bacino è lungo almeno 350 chilometri, e largo 120, il lago è stato individuato a partire da 182 e fino a 365 metri di profondità. Orientativamente contiene 2.800 chilometri cubici d'acqua, pari a quello del lago Vittoria fra Tanzania, Uganda e Kenya e probabilmente ha una fonte in profondità. Questa è una lampante risposta che la terra ci sta aiutando a capire che se l'individuo vuole viverla in pace con l'eco sistema, il pianeta è in grado di perdonare ciò che di criminale si è fatto in 100 anni di rivoluzione industriale.

Il mio non vuole essere un intervento politico, economico o programmatico, vorrei che Voi provaste ad ascoltare un intervento dove le Idee sono non inquinate, nella loro bellezza e libertà e nella loro necessità disperata di diventare azione.

Fase 2

Si è detto che ci sono numerose forme di inquinamento che succedono nella classifica all'inquinamento delle idee. A livello nazionale abbiamo l'intera compilation e per quello che dovrebbe essere un nuovo piano nazionale si devono affrontare ad una ad una con coraggio e prendendo scelte che non piaceranno a chi ora è alla testa dei settori industriali, di chi in anni ha distrutto l'agricoltura e consentito un ridicolo ed incontrollato sfruttamento turistico dell'Italia che si è trasformato in un gigante dai piedi di argilla, liquefacendosi dopo soli tre mesi di mancati incassi.

Il Territorio

L'Italia ha un territorio dilaniato, offeso in tutti i modi e che ha come amministratori, inutili burocrati, dispersi in carteggi inutili, mentre ciò che dovrebbero salvaguardare va in pezzi. Non si riesce nemmeno a fare un elenco dei problemi del territorio in quanto il nostro Paese li presenta tutti. La controtendenza, ancor prima delle contro misure di azione, avviene con il coraggio di cambiare gli amministratori del territorio. Edmund Muskie, segretario di Stato Americano durante la Presidenza Carter, disse durante i negoziati che portarono alla firma degli accordi di Camp David, firmati dal presidente egiziano Anwar al-Sadat e dal Primo Ministro israeliano Menachem Begin il 17 settembre 1978 "We cannot have the progress, with only jackasses as leaders". Voleva dire che non potremo mai migliorare ed avere progresso con dei somari come leaders.

Questa favolosa frase ci spinge a dire che possiamo fare il piano migliore del mondo, ma se deleghiamo gli attuali responsabili dello sfacelo odierno, di realizzarlo, otterremmo solo false illusioni. Il coraggio è prendere questi burocrati e mandarli a fare altro. Sostituirli con sensibilità collegiali, che vengano dalle nostre Università, con giovani che abbiano come mandato quello di osare, sognare e migliorare senza stupidi laccioli burocratici o retaggi di un passato che, come una slavina. ha travolto tutto.

Il territorio Italiano merita subito una pulizia. Non ci interessa se è pubblico o privato, un luogo abbandonato deve essere demolito, pulito e bonificato e restituito alla natura. E lo si deve fare subito. Per bonificare un luogo occorrono anni di permessi, costi di consulenza inutili pari al 25% del costo dell'opera. La Carta non disinquina ed anzi è un fattore di de ossigenazione del pianeta per disboscamento. La Carta non serve a nulla. Basta una relazione ambientale, con le analisi di laboratorio e basta un permesso da darsi in un mese anche in auto certificazione. Lo deve fare il privato a sue spese, per esempio agevolare la demolizione di fabbricati abbandonati e la bonifica del territorio può diventare un incentivo alla detassazione completa della vendita del terreno sottostante, o qualche altro vantaggio. Se il privato non lo fa lo farà lo Stato e gli esproprierà con pochi atti, non impugnabili la proprietà.

Semplice immediato. Il quadro umanistico cambia ancora e si evolve. Difendiamola pure la proprietà privata fino a che essa non crea nocumento al bene comune. In quel caso diventa anch'essa comune. Facile e logico.

Continuare ad incentivare gli interventi a macchia di leopardo per l'adeguamento energetico dei fabbricati è utile ma con poco impatto. I nuovi centri di pensiero urbanistico Universitario devono avere il coraggio di rifare interi quartieri se non città.

Coraggio di dislocare i centri nevralgici della vita quotidiana, uffici pubblici, tribunali, camere di commercio ecc, in cittadelle amministrative, moderne, tutte uguali, fatte con progetti sostenibili, in eco costruzioni che per essere raggiunte abbiano solo mezzi pubblici eco compatibili. Dobbiamo imporre il comportamento. Dobbiamo usare metropolitane elettriche, tram elettrici e bus elettrici. In queste cittadelle non ci si può arrivare in auto. E piano piano dopo le lamentele tipiche del nostro vivere latino, il comportamento virtuoso entrerà nel nostro vivere quotidiano ed i nostri palazzi storici, troppe volte utilizzati per imbruttenti uffici pubblici, saranno restituiti al patrimonio architettonico Italiano.

Città libere, inaccessibili con mezzi che producono CO2 e polveri sottili.

Si dirà che l'energia elettrica prodotta nel nostro paese non è sufficiente a supportare una rivoluzione elettrica dei trasporti, del riscaldamento ecc. Una stupidaggine colossale perché fra i milioni di interventi inutilmente inseriti in patti, atti e contratti per l'ambiente, manca l'obbligo di dotare tutte le case di fonte fotovoltaica. Si è preferito per soldi, creare il GSE per la contribuzione, mentre si devono incentivare edifici autonomi. Ad Isola. Se tutti gli edifici nuovi italiani e quelli ristrutturati fossero dotati di impianti fotovoltaici la produzione elettrica sarebbe talmente alta che rimarrebbero megawatt per pensare anche ai dettagli. Si alzerebbe al qualità di vita abbassando del 100% le bollette elettriche. La tecnologia fotovoltaica è efficiente e poco costosa. Ora esistono accumulatori capaci di immagazzinare il 99% dell'energia prodotta. Poi c'è il tema dell'acqua, del quale tutti si riempono la bocca. Esistono obblighi che si possono imporre, che non hanno nessun tipo di costo e che permetterebbero un risparmio di acqua eccezionale.

L'installazione di vasche di recupero dell'acqua piovana per il riutilizzo per il WC ed irrigazione rappresenta una tipica idea incontaminata che non si vuole fare. Perché? Consorzi, Comuni, aziende private vendono acqua e devono fatturare e massimizzare i profitti. Un altro esempio è quello di recuperare in cisterne interrate l'acqua della doccia per un riuso nel WC. Altra idea a zero costi. Esistono cisterne con depurazione soft, che assolvono gratuitamente a questo fantastico obiettivo. Un buco a terra e qualche snodo in più nell'impianto dell'acqua sanitaria. Rendiamoci conto che per una cosa così adesso servono pareri ASL, USL, consorzi vari, uffici tecnici. Ciò deve diventare uno standard e basta. Fine dei pareri, idee prive di contaminazione e logiche e veloci.

Ciclo dei Rifiuti

In questo caso parliamo della vergogna assoluta che attraversa tutte le nostre regioni. Dibattiti, lunghe conferenze di utili idioti che non dicono che la tecnologia per risolvere il problema con pochi passi decisi c'è.

Si chiama Inceneritore di Amager Bakke, rinominato anche Copenhill perché ambisce a rappresentare una collina verde, dentro la città danese di Copenaghen E' stato costruito da una società di cinque Comuni. Ha iniziato a funzionare a settembre 2017 in sostituzione di un altro inceneritore arrivato a 45 anni di anzianità. Con due linee di combustione, brucia in totale 70 tonnellate di rifiuti all'ora: in un anno, può trattare circa 400mila tonnellate di spazzatura, prodotta da 550-700mila cittadini e 46mila imprese. L'energia sprigionata dalla combustione torna alle famiglie sotto forma di elettricità per 50mila utenze e calore per 120mila. Per avere un termine di paragone, l'impianto di Brescia, il più grande d'Italia con oltre 700mila tonnellate incenerite nel 2017 ma una tecnologia più datata, produce energia elettrica pari al fabbisogno di oltre 200mila famiglie e calore per oltre 60mila appartamenti.

L'inceneritore produce un livello di inquinamento ridicolo ed assolutamente riassorbito da area ossigenanti poste nei comuni limitrofi li attorno. Infatti la società costruttrice la Volund, assicura che l'inceneritore di Amager Bakke "rispetto alle vecchie tecnologie (come Brescia per esempio) riduce del 99,5 per cento le emissioni sulfuree e minimizza quello degli ossidi di azoto a un decimo". Prestazioni avanzate, anche se nel fumo che esce dall'altissimo camino non c'è solo vapore acqueo, come qualcuno arriva a dire in questi giorni. La Vølund assicura che l'impianto manterrà le emissioni degli ossidi di azoto entro i 15 mg/Nm3, il monossido di carbonio sotto i 50, ammoniaca non oltre i 3, così come il carbonio organico totale. Allora per arrivare a zero emissioni basterà produrre ossigeno in aree limitrofe come è stato fatto dai virtuosissimi comuni Danesi.

Allora cosa aspettiamo ad informare correttamente le persone che vivranno di fianco agli inceneritori di questa generazione (che ogni istante godono di ulteriori sviluppi migliorativi), evitando che fake di ogni tipo convincano queste persone a manifestare per la non costruzione per poi vivere di fianco alla terra dei fuochi.. perché i nostri leader, ciechi e stupidi, impongono nuove discariche (sempre in emergenza) e non costruiscono inceneritori? La risposta è semplice. Questa scelta la si impone e basta. E' una scelta per il futuro e non è emendabile nei modi e nei tempi. Lo faremo noi!

Il consumo del territorio

Anche qui, abbiamo interventi immediati da porre in essere. Il territorio italiano è troppo occupato in sezione orizzontale. Dobbiamo iniziare anche noi a muovere verso le nuvole. In Italia, presi da regole idiote con calcoli cerebrotici sulle cubature, c'è quasi una paura a dire la parola grattacielo, che oggi si traduce in città verticale. Belle, che consumano poco il territorio, facilmente controllabili sia in termini impiantistici che in termini di sicurezza. Le nuove città si dovranno costruire demolendo vecchi quartieri oer sostituirli con il 25% della superficie orizzontale sviluppata in altezza.

Anche qui le Università dovranno predisporre standard di sicurezza ed un plafond di regole uguale per tutti. Dobbiamo incentivare il nuovo virtuoso cittadino italiano ad abitare e vivere il cielo, e passeggiare in quelle che una volta erano dedali tipici degli anni 60 e 70 di strade e palazzi orribili ormai vecchi ed inutili, che diventeranno parchi ed aree ossigenanti. C'è un motivo al mondo per cui questo non si può fare? Si a causa di utili idioti burocrati chiamati ad applicare regole cieche. Anche nei nostri paesi e paesini si può adottare una politica di risparmio del territorio. Non servono grattacieli nelle comunità montane ma in questo caso, se parliamo di case popolari o appartamenti per la middle-class, dobbiamo imporre una altezza minima dei fabbricati e comunque uno sviluppo verticale.

Poi dobbiamo incentivare il ripopolamento delle campagne. Pensiamo a zero tasse e balzelli per almeno 10 anni, per chi abita e ristruttura o costruisce un edificio in aree rurali, magari autosufficiente.

L'Agricoltura da ritrovare

L'agricoltura soffre in Italia dell'insensata politica ultra trentennale di disfacimento della bio diversità zonale che ha portato ad un appiattamento improduttivo dell'intero comparto. Ciò, necessariamente ha favorito le colture massive, tipiche della rotazione trinaria medioevale (erba medica, mais o grano e una cultura depauperante), favorendo l'espiantazione dei frutteti. Intere zone d'eccellenza per la frutta italiana sono state sacrificate per favorire imprecisate politiche europee, globalizzanti. Le Politiche maledette di Prodi and co. Parlando di bio-diversità si può comprendere in modo logico che la globalizzazione è un concetto all'esatto opposto. Le culture massive hanno accresciuto in modo incredibile l'uso di pesticidi in quanto si è ridotta la redditività per ettaro, si è ridotto all'osso la lavorazione per preferire una pseudo agricoltura industriale in mano ai conto terzisti di settore.

Intere filiere sono state perdute e il territorio si è via via desertificato. Incredibile poi è stata la politica del premio alle aree incolte. Una totale assurdità a solo beneficio dei nuovi latifondisti che a causa delle crisi cicliche stanno diventando banche e finanziare. Idem per le assurde politiche di allevamento che ormai hanno completamente soppiantato i Pascoli naturali per sostituirli con allevamenti intensivi ormonati artificialmente e covi di epidemie costanti.

La nostra idea è poco incline ad accettare le politiche Europee, Franco-centriche per quello che riguarda l'agricoltura e la riproposizione dell'economia frutticola e la bio diversità culturale. Uno dei cavalli di battaglia degli inutili politicanti incompetenti e privi di visione strategica è che un kg di pesche tunisine costa meno di un Kg di pesche della zona principe intorno a Cesena. Allora incentiviamo l'agricoltura di bio-diversità e l'acquisto di prodotti a filiera breve azzerando l'IVA su questi prodotti. Una idea che da sola consente il reimpianto di frutteti in via d'estinzione, una accrescimento incredibile della superficie fogliare per la produzione di Ossigeno, ed uno stop immediato all'irrigazione di superficie tipica del MAIS per esempio che svuota le falde e che ha una efficienza pari al 12% dell'acqua utilizzata in quanto il resto evapora.

Poi si dovranno incentivare le aree boschive per la produzione di legno di filiera per l'artigianato e per la produzione di combustibile per le nuove bio-stufe. Inoltre dovrà essere impostata una politica di aiuto ai braccianti stagionali ed ai lavoratori delle filiere per singolo prodotto con un costo del lavoro molto competitivo, per esempio ipotizzando che il lavoratore bracciante temporaneo abbia diritto a non subire la ritenzione d'imposta e quindi si occupi di pagare contributi in proprio e volontariamente. Questa idea rilancerebbe una massiva occupazione nelle campagne con un risparmio sull'ora lavora ripartito fra il lavoratore e l'azienda agricola.

Pesca da controllare e modernizzare.

Il recente periodo Covid19 ha restituito pescosità al mare e questo deve essere un modo per capire che la pesca nuova dovrà essere non più indiscriminata e modernizzata con un abbandono definitivo della pesca a strascico. Le aree di pescosità dovranno essere ruotate, favorendo non più i trasferimento dei pescherecci da una zona all'altra ma dei soli equipaggi, dando barche moderne a disposizione, e diluendo in forma cooperativa il vantaggio della pescosità dislocata. Per le specie in forte calo e con rischio estintivo si dovrà imporre un consumo dei soli esemplari di allevamento fino a che il numero in mare sia di nuovo capace di garantire una normale rotazione.

Dovrà essere anche accresciuta l'antica e notevole pesa lagunare, lacustre e fluviale, mediante politiche di ripopolamento, protezione fino a che le zone non siano capaci di sostenere una rotazione normale. Non deve mai più succedere un caso come le Valli di Comacchio dove la pescosità è ora il 3,5% di quella di metà del secolo scorso.

Le acque in Italia

L'ambiente fluviale, marino e comunque ogni specchio d'acqua Italiano naturale o artificiale dovrà essere monitorato costantemente con stazioni di controllo della qualità dell'acqua. In Italia si dovrà istituire una commissione Universitaria per la costruzione dei depuratori necessari a fare in modo che ogni scarico in Mare o in altri specchi d'acqua cessi subito. Non c'è più alcuna possibilità di aspettare oltre.

Esistono tecniche di depurazione molto poco costose.

Basta ricordare gli esempi virtuosi del Comune di Lavagna che in consorzio con i Comuni di Cogorno, Né e Carasco, per un totale di 25.000 abitanti e tante attività produttive e turistiche, ha costruito un depuratore modernissimo, costato 18 Milioni di euro. Inoltre gli impianti di depurazione per singoli complessi edilizi a fanghi attivi costano dai 7 ai 13.000 euro cadauno ed assicurano una qualità di depurazione enorme. Per i luoghi poi, dove è possibile, i bacini di fito depurazione assicurano un abbattimenti completi e naturali degli inquinanti delle acque luride. Questi interventi devono essere obbligatori per ogni fabbricato in Italia. La costruzione e l'installazione di questi accorgimenti vitali per la salvaguardia dell'ambiente devono essere in auto certificazione, senza passaggi in inutili e stucchevoli commissioni. Entro tre anni dovrà essere completato questo processo, ed anche le attività industriali non in regola con le norme di depurazione delle acque, scarichi ecc, dovranno essere chiuse. Per evitarlo il sistema Bancario nazionale garantirà mutui per la realizzazione di questi presidi con conseguente completa detassazione delle componenti nonché attestazione di qualità da comprendersi nel rilascio delle certificazioni di qualità, troppo spesso avulse dalla qualità dell'ambiente sotto la responsabilità aziendale.

La manutenzione dei letti dei fiumi onde evitare le ormai solite e drammatiche inondazioni, sarà garantito anche con l'ausilio della popolazione carceraria.

Dovrà essere imposto il rimboschimento delle pareti montuose e collinari a rischio frana.

Fauna e Flora

Il Paese deve mettere in cantiere una riforma seria del rapporto del cittadino con la fauna e la flora selvatica e domestica.

Inasprimento con delega al Giudice di Pace (che noi vorremmo ri-diventasse Pretore), che le dovrà erogare delle pene per brutalità ed abbandono degli animali. Si dovrà operare una ulteriore stretta sulla caccia ricollocandola in zone di riserva ed imponendo un modello teso alla salvaguardia delle specie ed un completo ripopolamento.

Tutti i Comuni o consorzi fra Comuni con almeno 25.000 abitanti dovranno avere un area attrezzata per la cura e l'alloggio di animali in difficoltà. Ai comuni sarà permesso di ottenere vantaggi di erogazioni statali rispetto alla qualità e cura del verde Pubblico. Ai concessionari autostradali sarà imposto di curare in modo esaustivo le aree verdi di competenza, utilizzando pratiche di rimboschimento, ombreggiature e cura costante dei manti erbosi. La bruttura che lo straniero avverte nelle aree verdi limitrofe alla autostrade è avvilente.

Gli allevamenti intensivi dovranno via via essere sostituiti da allevamenti allo stato brado con piena dignità dell'animale.

Le università dovranno dotarsi di dipartimenti di studio e ricerca per la graduale e definitiva sostituzione degli anticrittogamici, elementi concimanti inquinanti.

Si ritornerà alla completa detassazione del carburante agricolo, con particolare riferimento ai nuovi carburanti poco inquinanti, come l'eco diesel, e lo stesso sarà fatto per la flotta dei pescherecci.

L'inquinamento da illuminazione

l'ITALIA per sua conformazione territoriale è uno dei paesi più inquinanti dal punto di vista dell'illuminazione. Non è un tipo di inquinamento da sottovalutare, perché contribuisce in modo sensibile alla variazione ed all'orientamento degli animali selvatici.

Ciò deve essere posto al centro di studi approfonditi e pur mantenendo il livello di illuminazione notturna elevato, per sicurezza e comfort, si dovranno pian piano sostituire i corpi illuminanti con corpi a bassa dispersione aerea, temperatura colore diversa dalla luce del giorno in modo da non incidere con la normale rotazione giorno notte degli animali domestici.

Inquinamento acustico.

L'avvento delle auto elettriche consentirà un sensibile abbattimento dell'inquinamento acustico ma sui settori industriali dovrà essere fatto un sensibile passo avanti. Si dovranno imporre procedure di insonorizzazione in tema di emissioni acustiche entro limiti più stringenti di quelli attuali.

Fase 3

L'organizzazione ed il controllo

L'elenco potrebbe andare oltre ed abbracciare migliaia di altri argomenti allo studio del nostro think tank, ma serve capire come si affronterà questo macro problema andando a risolvere con una macro politica unitaria i vari sotto insiemi di problema.

La regia deve essere unica e deve partire con una allocazione fissa, garantita costituzionalmente. Cosa significa. I Governi potranno passare ma si dovrà garantire che tutti gli anni il 2% del PIL sarà dedicato all'ambiente, mentre per i primi 5 anni dovrà essere il 6%. Il governo potrà e dovrà finanziare questa rivoluzione con un nuovo tipo di eco bond, chiedendo e gestendo il risparmio degli italiani, per preservarne la nazione. Gli eco Bond saranno venduti solo dal CDP tramite Poste Italiane, troppo importanti per scontare l'escalation di commissioni imposte dalle Banche.

Il Ministero dell'Ambiente avrà il pieno controllo dell'allocazione dei progetti, e si avvarrà di una commissione permanente Universitaria con il compito ed il dovere di progettare costantemente il nuovo modello ambientale.

Sotto questa commissione ci saranno commissioni regionali, non sotto l'egida della regione, ovvero con mandato decisionale ultra localistico.

Nessun impedimento burocratico potrà venire dagli enti locali, la velocità è tutto.

La Guardia forestale sarà allargata e mediante corsi universitari obbligatori ed esami obbligatori si trasformerà in Polizia ambientale alle strette dipendenze del Ministero dell'Ambiente.

Sarà necessario scrivere una nuova parte dedicata all'ambiente del codice civile e penale il quale sarà amministrato da parti apposite del Tribunale con delega alla Pretura (vedi ns riforma Giustizia).

Il ruolo della scuola

Si dovrà prevedere una necessaria formazione già a partire dalla scuola infantile e poi fino al termine della scuola dell'obbligo.

Ai bambini in età infantile sarà insegnata obbligatoriamente la funzione e l'utilità del riciclo, i vantaggi di un ambiente sicuro e salubre, le conseguenze sulla salute comune. Un percorso didattico che dovrà rendere partecipi i nuovi adulti dell'insostituibilità dell'ambiente e della sua salvaguardia.

La scuola sarà la principale responsabile della fase 3 del progetto. Il mantenimento e la gestione.

All'inizio parlavo infatti di tre fasi che  bene ricapitolare.

Ebbene le fasi sono la consapevolezza, di cui abbiamo già parlato, andando a renderci conto di quali siano i macro ed i micro problemi, che in questo breve intervento non ho certamente potuto trattare in modo esaustivo ma che mi sento di aver fatto comprendere per la complessità. La Fase 2 invece è l'azione rivoluzionaria, l'imposizione di condotte etiche e una nuova disciplina, imposta sull'ambiente. La Fase tre la più importante è la gestione dello strumento legislativo ed educativo per la nascita di generazioni per le quali siano imprescindibili i valori di tutela e miglioria dell'ambiente e vengano denegate con sdegno tutte le condotte inquinanti e non rispettose dell'ambiente comune.

L'Italia può farcela ma deve avere la forza di usare la logica, cancellare dai ruoli decisionali persone incapaci di cambiare mentalità. Non ci sono rivoluzioni con somari al potere. Questo è il messaggio chiaro che mi sento di dare a tutti noi Democratici Cristiani, perché soprattutto ispirandoci alla radice Cristiana dei nostri ideali, l'amore per questo mondo e tutte le su creature deve essere al centro della nostra battaglia.

Paltrinieri RF - NUOVA DEMOCRAZIA CRISTIANA